Zigulì, la mia vita dolceamara con un figlio disabile

Immaginate di trattenere dentro la rabbia, l’insofferenza, il senso di impotenza. E il fastidio. Perché di irritazione verso l’inutile politically correct si tratta, quando un padre cresce un figlio disabile. Che lo costringe a misurarsi con la retorica peggiore di una comunità affetta da un pietismo inutile. Zigulì è la grandezza del cervello di Moreno, un bambino splendido di otto anni con un papà incazzato (arrabbiato non è abbastanza) e il titolo di questo resoconto parziale di un’esistenza costruita su interrogativi costanti e certezze precarie che squarcia il silenzio ipocrita di una società che non ammette debolezze.

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