Guerriglia urbana

chiello-cavani
Orsato non se l’è sentita. E quando un arbitro, il migliore secondo il designatore arbitrale Stefano Braschi, conferisce a una casistica chiara un valore diverso, le conseguenze vengono da sé. Napoli-Juventus non era una partita come tutte le altre, per le premesse tecniche, per il lancio di pietre verso il pullman diretto al San Paolo, per l’enfasi conferita a esternazioni da titolazione facile. Gli strascichi comporteranno una valutazione dell’operato del direttore di gara, degli assistenti e dell’arbitro di porta diverso, perché il peso delle decisioni prese in questo spazio surreale incideranno sul senso di questo campionato, nella fase più delicata. Quella gomitata di Cavani Chiellini vale più del singolo episodio (vedi foto sopra). Una sequenza questa, fotogramma per fotogramma, che diventerà il leitmotiv di questo lungo week-end calcistico che si è aperto con l’1-1 di questa sera.
Con le riserve poste dalla contestazione nei confronti dei bianconeri, offesi e insultati da un gruppo di presunti tifosi che hanno assediato il Parker’s Hotel di corso Vittorio Emanuele. Come prevedibile, il pullman bianconero scortato nel tragitto allo stadio San Paolo è stato bersagliato all’arrivo a Fuorigrotta da cori, uova e addirittura pietre: una delle quali, lanciata contro un finestrino, ha colpito – rompendolo – un vetro. In quei minuti concitati si era diffuso la voce che Asamoah fosse sotto choc per l’accaduto, rumors non confermato dalla società che, attraverso le parole di Marotta ai microfoni di Sky, ha condannato l’accaduto senza se e senza ma. E prima che fossero lanciati petardi all’interno dello stadio o si notasse – ancora – l’uso del laser. Per non dimenticare gli striscioni beceri e sintomatico di una ostentata ricerca di protagonismo di bassissimo profilo.
Un clima di rabbia contratta, contenuto dal controllo delle forze dell’ordine, che decidono per l’ingresso separato della tifoseria juventina. Che la Juventus girasse lo si intende dalle prime mosse. E la rete firmata da Chiellini che intercetta di testa un tiro-cross dalla parabola perfetta ribadisce la centralità di questo incontro nella tabella di marcia della Juventus e della valenza attribuita da Conte. Ma l’indolenza di Vucinic, che spreca troppe occasioni da raddoppio e manifesta una difficoltà di collocazione a differenza di Giovinco (che disputa una partita perfetta se paragonata alle precedenti, a mio avviso) manda negli spogliatoi con un certo rammarico e la sensazione che si potrebbe subire e le ripartenze e le incursioni partenopee. Episodio da segnalare il grave scontro di gioco tra Inler Britos che rimane a terra inerme, quasi privo di reazioni e che fa temere per la violenza del colpo alla testa.
Alla ripresa i presupposti di cui sopra si concretizzano: la Juventus, in particolare la difesa, subiscono le varizioni sul tema degli uomini di Mazzarri che centrano il pari (meritatissimo) con un tiro di Inler deviato da Bonucci. Il loro è un crescendoMaggio impegna Buffon oltre il dovuto, complici gli appannamenti della difesa juventina, Dzemaili spreca la rete dell’impresa. Ma l’episodio cardine, ovvero quella gomitata di Cavani ai danni di Chiello in area di rigore (che marca a uomo el Matador), ha già cambiato il senso di questa partita.
Un colpo segnalato da De Marco, arbitro di porta, che fa il gesto a Orsato chiudendo de facto l’incontro. Il direttore di gara, contrariamente alle aspettative, tira fuori il giallo, una decisione nefasta che sentenzia una scarsa padronanza e impedisce di valutare con equità di giudizio al giudice sportivo quel caso.
Un poliziotto è rimasto ferito, i tifosi hanno forzato i blocchi, auto incendiate fuori dal San Paolo.  Cronaca di un’ordinaria serata di follia, in cui si è consumato un attacco di guerriglia urbana che nulla ha a che vedere con il calcio e che sostiene il partito di quanti ritengo inadeguato l’attuale sistema di controllo che, ieri sera, ha ribadito la propria inadeguatezza.
(da Virgilio Sport – in aggiornamento)
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