I sospetti di Trapattoni

“In Italia c’è la parola mafia. Ecco questa è una mafia mondiale”. Giovanni Trapattoni conosce l’impatto della parola mafia pronunciata davanti ai cronisti presenti in sala stampa e alle telecamere che riprendono una anonima conferenza stampa. Quanto emerso dal rapporto presentato dall’Europol sul livello di penetrazione della rete criminale che muove le fila delle organizzazioni che incidono sui campionati, alterandone i risultati. Incassando i proventi di questa manipolazione illecita che interessa più di 380 incontri di cui due di Champions League su cui gravano forti sospetti.

I medesimi dubbi che il buon Giuvan palesa in sala stampa, lasciando emergere un episodio che oggi non potrebbe non destare sospetti. A sua insaputa. “Quando allenavo in Austria (il Salisburgo, ndr) ci mancava una vittoria nell’ultimo turno per diventare campioni per la seconda volta – ha rivelato – in cinque minuti abbiamo preso tre gol. Era impossibile. Mi sono detto o sono idioti, o si sono drogati o hanno venduto la partita. Ma non avevo le prove“.

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