Il fatturato della Coca-Cola

Seguire a distanza una conferenza come quella di Roma promossa dall’Interpol su un tema complesso quanto sottovalutato come il calcioscommesse, nonostante il moltiplicarsi di inchieste giudiziarie, consente di elaborare valutazioni che si discostano dall’emotività partecipativa dei presenti.

Sulla mole di denaro che muove questo business, non ci si impressiona più. Ormai i numeri e una certa familiarità con le quote di over e parenti prossimi ci hanno educato all’improponibile. Ciò non toglie che il concetto vada ribadito. E con le parole giuste.

Il segretario generale dell’Interpol, Ronald K. Noble, nel suo intervento, ricorre a una immagine semplice quanto efficace per una generazione cresciuta nell’illusione del benessere derivante dal marketing pubblicitario ossessivo. Il fatturato del calcioscommesse è pari a quello della Coca Cola. Sì, della Coca Cola. Ripeto fatturato e ripeto Coca Cola.

“Le scommesse clandestine sono un settore che vale centinaia di miliardi l’euro l’anno. Gli allibratori hanno introiti paragonabili a società come la Coca Cola. È come un’idra, un mostro a tante teste che dobbiamo uccidere insieme”. Noble ha spiegato che quella del 17 gennaio “È la prima conferenza sul calcioscommesse che riunisce i segretari generali di Interpol, Fifa e Uefa”. Il segretario generale dell’Interpol ha ricordato che “il fenomeno del calcioscommesse è diffuso il tutto il mondo, nessun Paese ne è immune. Nel 2011 l’Interpol ha creato una task force apposita che ha contribuito a numerose operazioni di polizia. Il contrasto è un compito arduo, un cammino che non finirà mai, ma c’è tanto che possiamo fare e continueremo a combattere colpo su colpo”.

Un fenomeno ramificato e strutturato, in cui le procure che indagano (Cremona, Bari, Napoli come altre) sono chiamate a disegnare linee di collegamento e a individuare le entrature, le modalità di spostamento dei capitali e le geometrie tra l’Italia e l’estero, in particolare Sud Est asiatico e Sud Africa. Nulla che abbia escluso, a quanto emerge, l’influenza della criminalità organizzata e la penetrazione del fenomeno  ad ogni livello. Dai dilettanti alla Serie A.

Il Napoli ha vinto il suo ricorso ottenendo l’annullamento da parte della Corte Federale della squalifica di 2 punti e una riduzione dell’ammenda a 50mila euro. Cannavaro e Grava potranno rientrare tra i disponibili, per via dell’annullamento dei sei mesi di stop inflitti dalla Disciplinare che li aveva riconosciuti colpevoli di omessa denuncia per la vicenda Samp-Napoli.  Nuova classifica, a campionato in corso, e nuovi processi.

La procura federale, come noto, ha vagliato le carte relative a Lazio-Genoa e Lecce-Lazio e, notizia anticipata dal CorSport, potrebbe procedere ai deferimenti per iniziare poi relativo processo ai primi di febbraio. A campionato in corso. Ciò per rassicurare che attendono ulteriori novità nei prossimi giorni. Le affermazioni del capo della polizia, Antonio Manganelli, in tal senso confermano che l’intenzione – almeno quella del massimo esponente delle forze dell’ordine – di restituire credibilità al sistema non si ferma davanti alle ragioni dei signori del calcio.

“Non vi dico cosa prevedo accadrà nei prossimi giorni sul fronte calcioscommesse, altrimenti sarà la notizia di domani e oscurerà questa conferenza”.

Intanto oggi, si torna in campo. Giocheranno tutti, sia quelli che hanno già risposto sia quelli che ancora devono definire la loro posizione davanti alla procura federale (sempre più discussa dopo il caso Napoli) e alle autorità giudiziarie.

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