Calcioscommesse, la versione di Sculli

Attendevamo un seguito. E così è. Così è per Stefano Mauri, Omar Milanetto e Giuseppe Sculli. Da quell’ordinanza di custodia cautelare, quella in cui la procura di Cremona aveva raccolto le immagini in sequenza che documentano l’incontro all’Osteria del Coccio tra Criscito, Leopizzi, Altic e Sculli nel giorno di chiusura e a quattro da Lazio-Genoa, si è ricomposto l’ordine delle cose.

Questione di atti, fascicoli acquisiti. Di valutazioni. Che hanno sancito quanto era già definito nell’inchiesta condotta dal procuratore Roberto Di Martino. Ora tocca a Stefano Palazzi, alla giustizia sportiva rispondere dopo aver liquidato quanto accaduto in quel Genoa-Siena con così poca incisività.

Per la prima volta, la procura ascolterà la versione di Sculli. MauriMilanetto (con lui, in una foto evocativa) hanno già fornito la loro, assaggiato la privazione di libertà nella maniera peggiore dopo il loro arresto. Il primo gioca regolarmente nella Lazio, indossa la fascia di capitano. Nonostante il sommarsi a questa vicenda dell’inchiesta della procura elvetica sul conto corrente intestato ai suoi genitori e su cui transitano capitali che hanno destato l’attenzione della magistratura scende in campo. Fino a prova contraria e a sentenza definitiva. Come è giusto che sia. L’altro è svincolato.

Sculli ha scontato un mese di squalifica per i fatti di Genova. Un mese per la celebrazione di quel rituale condiviso della consegna delle casacche in un teatro di guerra che nulla aveva a che spartire con il calcio. L’unico a non scomporsi e a colloquiare con i capi ultras.

Squalificato nel 2002 per la sospetta combine di Crotone-Messina, poi derubricata a slealtà sportiva, discusso e controverso non solo per la parentela con Giuseppe Morabito detto Peppe Tiradritto (menzionata nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di Mauri e Milanetto) ma per la sua doppia difesa, viene investito di una responsabilità di quella azione sovversiva e violenta consumatasi all’interno dello stadio Luigi Ferraris. Altra storia, poi quella delle relazioni pericolose tra l’attaccante deferito e la banda della Magliana, riportata il 30 maggio scorso dal quotidiano La Stampa sulla base di un’informativa che disegna uno scenario inquietante.

Attendevamo un seguito. Risposte che scansino equivoci e mezze verità utili esclusivamente a confondere e ad affondare i fatti.

La Procura federale ha disposto quattro nuove audizioni nell’ambito delle proprie indagini istruttorie relative al filone dell’inchiesta sul Calcioscommesse aperta dai magistrati di Cremona. Martedì 20 novembre verranno ascoltati i calciatori della Lazio Stefano Mauri e Giuseppe Sculli, il massaggiatore della società biancoceleste Romano Massimo Papola e Omar Milanetto, calciatore attualmente svincolato. L’audizione di Stefano Ferrario, inizialmente prevista per domani, mercoledì 14 novembre, è stata spostata a venerdì 16 novembre, mentre quella di Andrea Soncin, in programma il 15 novembre, è stata fissata a venerdì 23 novembre.

Il calendario delle audizioni

14 novembre: Silvio Cassaro (ex calciatore iscritto all’albo dei
tecnici), Massimo Frassi (ex dirigente del Rodengo Saiano), Antonio
Bellavista (tecnico iscritto all’albo);
16 novembre: Stefano Ferrario (calciatore Lecce)
20 novembre: Stefano Mauri (calciatore Lazio), Giuseppe Sculli
(calciatore Lazio), Omar Milanetto (calciatore attualmente svincolato),
Romano Massimo Papola (Massaggiatore Lazio);
23 novembre: Andrea Soncin (calciatore Ascoli).

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