Narducci e le nuove intercettazioni: “Facchetti non era come Moggi”

Giuseppe Narducci non intende tacere. Non ha mai riservato per sé riflessioni né in merito a quel processo penale imbastito a Napoli, né sulle vicende politiche che lo hanno interessato nella sua breve e circoscritta esperienza come assessiore della giunta de Magistris, a Napoli. Lo sceriffo (così era stato soprannominato), in aspettativa, su decisione del Csm vestirà il ruolo di giudice al Tribunale di Perugia.

Di quel processo, delle sue incongruenze, delle ombre su un processo controverso e discusso soprattutto fuori dalle aule, rimarrà il suo libro “Calciopoli, la vera storia” in cui viene tratteggiata anche la figura di Luca Maggiani, il guardalinee reo di aver fatto esplodere il caso in Catania-Juventus. Le sue parole rilasciate in un’intervista a Fc Inter 1908 sono forse addirittura più provocatorie di quanto si potrebbe prevedere, per quanto concerne le parti juventine.

SUL CASO INTER E NUOVE INTERCETTAZIONI – “L’affermazione secondo la quale tutti direbbero le stesse cose nei colloqui è un falso clamoroso. Non si fa i conti con la qualità delle conversazioni, che ha confermato fino a questo momento quelle che sono state le condanne. Queste conversazioni sono totalmente diverse dalle conversazioni che non avevano nessun tipo di rilievo come illecito penale. Come hanno appunto confermato le sentenze.”

CASO MAGGIANI – “Era Lazio- Bologna del 2004 e Maggiani era assistente di gara. Nell’ambito di quelle telefonate, Maggiani rientrava nella categoria degli “amici”, cioè persone nei confronti delle quali operare un trattamento giornalistico positivo. Maggiani non è mai stato indagato, nè imputato, ma queste indicazioni ci hanno permesso di operare un’attenta ricostruzione dei fatti e degli atteggiamenti di determinate persone, confrontando tutte le cose che sapevamo. Oltre ad avere l’importanza di dimostrare che uno dei modi per fare carriera in serie a e b era quello di essere soggetti proprio a questo trattamento mediatico”

CALCIO – “Penso che la vicenda sia chiusa. I problemi però rimangono (Calcio scommesse). Dal punto di vista sportivo la giustizia deve esprimersi e produrre risultati. I segnali sono sconfortanti. Che cosa è stato messo in atto dalle società e dal sistema calcio ? Quali contromisure sono state adottate per evitare che si riproponga il problema? I provvedimenti della giustizia non sono la soluzione definitiva. Credo che in futuro il problema si riproporrà”.

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