Travaglio, Agnelli e il berlusconismo antisportivo

Così lontani, così vicini: impensabile, ma è accaduto come nelle migliori delle convergenze nostrane. Zdenek Zeman e Marco Travaglio sulla stessa linea per si ringrazia vivamente la Juventus della nuova triade. E quella propensione a interrogarsi degli autori delle domande da cui sotto, consapevoli del materiale che il tecnico e il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano offrono quando si tratta di Calciopoli.

Zdenek Zeman: “Il discorso di Agnelli… penso che ha ragione, che ci vogliono riforme, che ci vuole migliorare. E’ un discorso che lo dicono tutti, non è solo Agnelli. Poi magari altro discorso che vent’anni di calcio hanno avuto in mano loro; lì c’era tutto il tempo di fare le migliorie”. La dichiarazione choc: “La Juve è in testa con merito, ha fatto meglio delle altre”.

Marco Travaglio: “Io non odio la Juventus, è da quando avevo 5 anni che vado allo stadio – le sue parole su Tuttosport -. E in realtà non odio nessuno. Al limite detesto. Detesto questa dirigenza proprio perché fa odiare la Juventus. Il sentimento anti-juventino si era spento dopo la retrocessione, la squadra aveva pagato duramente, aveva pagato più delle altre. Perché aveva sbagliato più delle altre. Era diventata simpatica proprio perché riconosceva i propri errori e voltava pagina, mandando via dirigenti che avevano inquinato la storia bianconera. Questo sentimento è finito quando è arrivato Andrea Agnelli, che anziché prendere le distanze dal passato, ha parlato di giustizia inaccettabile. Poi, è chiaro che una squadra che vince molto fa rosicare quelli che perdono, ma appunto, secondo me, l’antipatia della società dipende dal fatto che la Juventus ha ricominciato a comportarsi come se fosse al di sopra delle regole: un berlusconismo sportivo, meglio antisportivo, deprecabile. Questo rende odiosa una Juventus, che pure sta vincendo pulito e in questo merita il rispetto degli avversari”.

Un dissidio personale che trascura le incongruenze relative a sentenze e a paradossi di un codice troppo scollegato da uno spettrale incremento delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema calcio su cui le inchieste sul Calcioscommesse impongono una riflessione seria, serissima per una civiltà giuridica evoluta che si ritiene tale. Che trascenda la semplificazione del berlusconismo  (che menziona MT) come categoria di pensiero.

TRAVAGLISMI

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