Napoli, pronti i deferimenti per Paolo Cannavaro e Grava

Ottimo, domani mattina ascolteremo nel titolone del telegiornale l’ennesima iperbole spettacolare con postille varie per comunicarci le notifiche dei deferimenti di Matteo Gianello e del Napoli – in campo questa sera – per responsabilità oggettiva. Le notifiche, alla luce di quanto anticipa l’agenzia ANSA questa sera quando batte la notizia alle 18.26, arriveranno anche a due giocatori presenti nello spogliatoio quando l’ex portiere partenopeo illustrò le modalità con cui alterare quel Sampdoria-Napoli da cui scaturiscono i provvedimenti in questione. Se quanto affermato davanti ai magistrati della procura di Napoli da Gianello comporterà per lui l’illecito, per Paolo Cannavaro e Gianluca Grava si profilerebbe invece il reato di omessa denuncia.

Partiamo dalla fine per parlare meglio dell’inizio, di quella combine da cui sopra. Gianello, davanti agli inquirenti napoletani, ammise che alcuni compagni, Paolo Cannavaro e Grava, nello spogliatoio furono messi al corrente della sua intenzione di alterare il risultato della gara. La partita era quel Sampdoria-Napoli del 16 maggio 2010, che per la cronaca si concluse 1-0.

Un tentativo di manipolare la gara di cui il portiere parlò nel corso di un lungo interrogatorio, poiché indagato dalla Procura del capoluogo campano insieme ai fratelli Michele e Federico Cossato e a Silvio Giusti (tutti ex calciatori). Da quel confronto, è emerso che altri giocatori erano al corrente del tentativo di truccare l’incontro. Si rifiutarono, ma non denunciarono agli organi deputati di essere stati contattati nel tentativo di alterare l’esito di quella partita decisiva in chiave Champions League. Ora rischiano entrambi l’omessa denuncia.

Ottimo, giusto con qualche mese di ritardo rispetto all’avvio del campionato e della corsa Europa League. Ma questa è una storia diversa, assai distante dai punti in cime all’agenda della procura federale.

Passiamo al secondo Cannavaro. Stavolta parliamo di Fabio, l’eroe di Berlino, pilastro inaffondabile della difesa azzurra, della Juventus, dell’Inter, del Real Madrid. Fabio è stato sentito il 23 ottobre scorso a Napoli come testimone nel processo per riciclaggio in cui viene ipotizzato un presunto giro di soldi della camorra in attività di ristorazione sul lungomare.

Tra gli imputati, l’imprenditore Marco Iorio, i componenti della famiglia Potenza accusati di usura, e Vittorio Pisani, ex capo della Squadra Mobile di Napoli, imputato per favoreggiamento personale.

Cannavaro ha risposto alle domande del pm della Dda Sergio Amato che con la collega Enrica Parascandolo ha condotto le indagini. Di Iorio – riporta Repubblica.it – ha riferito di quell’accordo notarile che stabilì il 40% del ristorante Regina Margherita mentre di Pisani ricorda due fugaci incontri, uno in barca a Capri l’altro nel medesimo locale.

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