Chi ha offeso Pier Mario Morosini

Lo stato in cui versa il nostro calcio ci ricorda che in questo panorama convivono esperimenti più o meno riusciti. Il pallone è una industria prolifera, un contesto allettante per imprenditori, finanzieri, magnati e criminalità organizzata. Ricordiamocelo, ricordiamolo che questo settore investe ogni dinamica economicofinanziaria – lecita ed illecita – quando ascoltiamo inermi, disturbati, un coro nauseabondo che insulta la memoria di un giocatore. Proveniente magari da alcuni elementi che non avrebbero alcun diritto di fare il loro ingresso in uno stadio, magari meritevoli di un Daspo, magari aggregatisi (inspiegabilmente?) a famiglie in trasferta su pullman organizzati.

Quelle parole vergognose indirizzate a Pier Mario Morosini, caduto sul terreno di gioco nell’aprile scorso, dovrebbero comportare l’isolamento di questi violenti (individuati, noti, schedati) da parte di ultrà, dei club di tifosi, della stessa società.

Scuse sentite, quelle del Verona. Sì. Davvero? Allora già entro questa sera dovrebbe arrivare notizia nelle redazioni, comunicati o agenzie o scegliete voi il modo, di provvedimenti severi a carico del tecnico. Mandorlini ha fomentato una già spiccata rivalità con espressioni e dichiarazioni fuori luogo prima della trasferta e, stando a quanto riporta Fulvio Bianchi, si è difeso dagli insulti – disdicevoli – dei tifosi livornesi replicando a sua volta con un dito medio eloquente e non captato dal quarto uomo e dagli altri arbitri in campo.

Se non fosse stato per un dirigente della polizia che ha segnalato l’episodio agli uomini della procura federale che valuteranno anche i filmati della Digos relativi a questi violenti e alla presenza di una svastica di cartone all’interno di un impianto sportivo saremmo qui a commentare altro. Forse.

“Le regole ultrà, non scritte, prevedono la solidarietà, il volontariato,
il rispetto dei morti. Qualcuno, purtroppo, a volte se lo dimentica”,
scrive Bianchi. Sintesi perfettamente aderente allo scenario curvaiolo qualunque sia l’orientamento politico.

Il presidente della Lega Serie B, Andrea Abodi, ha espresso poco fa una condanna inevitabile nei riguardi dei soggetti che hanno insultato la memoria di Morosini e ripreso a margine anche l’allenatore del Verona. “Vogliamo fuori dagli stadi certi personaggi (riferito ai cori, ndr) ma anche le parole di Mandorlini alla vigilia hanno alimentato la tensione”. La società si scusa. Ma come risolverà la questione il giudice sportivo? Con una ammenda? La reiterazione di alcuni episodi aggrava la posizione dell’Hellas, le cui posizioni ufficiali, francamente, si riducono a frasi di circostanza. Non esistono innocenti, in questa storia ma solo diversi gradi di responsabilità.

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