Kutuzov e la sorpresa della fuga di notizie su Conte

Vitalij Kutuzov non è un nome di prima fascia. Cinico? Probabile, anzi probabilissimo se rimaniamo nei confini di valutazione tecnica. Se però la questione verte su tematiche di tutt’altro spessore, vedi il filone
barese dell’inchiesta sul calcioscommesse, si sovverte questo giudizio. Dai suoi interrogatori emerge con squallida prepotenza (l’aggettivo scelto fa riferimento alle implicazioni) la constatazione che quanto riferito e pubblicato dai giornali è tuttora parziale. Kutuzov tira in ballo Antonio Conte, ex tecnico del Bari, su Salernitana-Bari la madre di tutte le combine per rituali aggregative e rispetto di un codice non scritto
costruito sull’omertà e simbologie.

Vitali Kutuzov avrebbe citato l’allenatore salentino nella combine di SalernitanaBari 3-2 del 2009. Lo scorso 20 agosto l’attaccante, ai tempi
dei Galletti, avrebbe rivelato che l’allenatore era a conoscenza di un accordo tra giocatori per far vincere i padroni di casa e consentire loro di salvarsi da retrocessione sicura. Un disegno assai diverso da quello che fino a questo momento, stando a quanto trapelato, sarebbe stato ricoperto da Conte già sentito dagli inquirenti pugliesi nella caserma dei carabinieri di Monopoli il 6 settembre scorso. Alcun addebito è già stato negato dal diretto interessato nelle sedi opportune. Eppure dopo le dichiarazioni di Micolucci, un altro giocatore di quel Bari, il bielorusso Kutuzov (riporta il Corriere dello Sport), avrebbe gettato fango sull’allenatore bianconero.

E i giocatori stessi avrebbero avvisato il tecnico. Il bielorusso avrebbe ribadito davanti ai magistrati coordinati dal procuratore Antonio Laudati ribadito, come fatto da altri suoi compagni, che la settimana di avvicinamento al match incriminato era stata ricca di feste promozioni e allenamenti blandi. Così fosse ed è ancora eventuale, per Conte si tratterebbe di omessa denuncia.

I verbali dei miei interrogatori in Procura sono secretati: mi sorprende vedere il mio nome sulle prime pagine dei quotidiani. Non posso entrare nel merito di ciò che ho dichiarato – prosegue il giocatore bielorusso, secondo quanto riporta il Corriere del Mezzogiorno -, ma vorrei solo sottolineare che con mister Conte ho sempre avuto un rapporto professionale schietto e leale. È stato lui a volermi a Bari e sotto la sua gestione abbiamo raggiunto grandi risultati. Ripeto: non so come possano circolare certe notizie, ma non vorrei che fossero messe in giro ad arte per destabilizzare la vigilia di un match importante come Juventus-Napoli”. Tempismo che non è sfuggito ai più, in particolare ad esponenti del mondo bianconero che ne hanno denunciato la prossimità alla partita dello Juventus Stadium on line, sui social Facebook e Twitter.

Spunta fuori, ancora una volta, il nome del carabiniere di Salerno indagato: sarebbe un parente stretto di un altro dirigente della Salernitana, i cui giocatori pianificarono l’alterazione della partita. Sul fronte scommesse sulle gare di A oltre a Inter-Atalanta 4-3, il factotum pentito Angelo Iacovelli ai giudici baresi avrebbe riferito anche di puntate sospette effettuate dai giocatori del Bari su Inter-Chievo 4-3 (maggio 2010 citata in una inchiesta da Repubblica) già citata comunque da Massimo Erodiani nell’inchiesta di Cremona.

Ieri è stata anche la giornata di Stefano Palazzi a Cremona. Il procuratore federale, come concordato, ha incontrato il pm Roberto Di Martino intrattenendosi con il collega per circa due ore acquisendo elementi ulteriori rispetto agli accadimenti susseguitisi all’ordinanza di custodia cautelare che sancì l’arresto di Omar Milanetto e Stefano Mauri. Da qui, da questa acquisizione di atti e dall’incontro con il procuratore arriverà il deferimento per il centrocampista laziale, sentito a Berna dal pm elevetico Elena Catenazzi in merito al conto corrente cifrato intestato ai genitori.

Per Mauri il deferimento alla Commissione Disciplinare pare inevitabile,
considerati i precedenti più recenti e i contenuto dell’ordinanza. E poi ci sono quei bonifici, le cui date (novembre 2010) non coincidono con le due combine contestate al capitano laziale (maggio 2011): l’indagine potrebbe virare su possibili fondi neri, visto che il sospetto da parte della magistratura svizzera è di riciclaggio. Sospetti che secondo il pm della procura di Cremona sarebbero più che fondati, ma che per acquisire spessore dovrebbero essere verificate anche da quanto asserito in Svizzera dal centrocampista.

Dalla sua, sul versante della giustizia sportiva, Palazzi proverà a chiudere prima possibile il caso (dicembre o gennaio) e a procedere anche per Gianello, Napoli, Grava e Cannavaro, dopo le ammissioni dell’ex portiere partenopeo.

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