La Corte dei Conti condanna gli arbitri a risarcire, compreso chi è stato assolto

“La condanna della Corte dei Conti? Nessuna sorpresa. Ma io sono innocente, non ho danneggiato io l’immagine della Federcalcio e dello Stato. E al processo penale di Napoli, rinuncio all’eventuale prescrizione per continuare la mia battaglia legale”.

Un designatore arbitrale nel calcio da almanacco, figurine Panini e 90° minuto conta. E molto, anche fuori dagli uffici della Federcalcio, da sempre nel Belpaese, incrocio di poltrone e interessi prossimi al Palazzo. Il numero di Paolo Bergamo, che ha pronunciato oggi queste parole a Radio 24 dopo aver incassato la sentenza della Corte dei Conti, era sulle rubriche di presidenti. Di dirigenti. Quei personaggi che si intrattenevano spesso e volentieri con Bergamo, lo chiamavano per gli auguri e partecipavano alle cene organizzate con la collaborazione della di lui consorte stando alle intercettazioni telefoniche che sono state prodotte e sentite in questi anni densi di atti, trascrizioni, processi.

Perché uno degli effetti perversi, nell’accezione sociologica, di Calciopoli si recupera nello sproporzionato numero di conversazioni telefoniche che documentano chi, quanto e perché fosse intenso il traffico telefonico di Bergamo. Uno che dovrà risarcire, salvo diverso esito del ricorso, la Federcalcio per il danno d’immagine arrecato. Federcalcio ben rappresentata, visto che uno dei giudici è membro anche della Corte Federale.

La sezione giurisdizionale laziale della Corte dei Conti ha condannato
al risarcimento 14 persone per un importo complessivo di 3,970 milioni di euro. La richiesta più pesante (un milione di euro) sarebbe proprio a carico di Paolo Bergamo, ex arbitro e designatore.

Paolo Bergamo – 1 milione di euro
Pierluigi Pairetto – 800 mila
Innocenzo Mazzini – 700 mila
Tullio Lanese – 500 mila
Massimo De Santis – 500 mila
Tiziano Pieri -150mila
Salvatore Racalbuto – 150mila
Salvatore Dattilo – 50mila
Marco Gabriele – 50mila
Paolo Bertini – 50 mila
Gennaro Mazzei -30 mila
Stefano Titomanlio – 20 mila
Claudio Puglisi – 10 mila
Fabrizio Babini – 10 mila

La segretaria, Maria Grazia Fazi, è stata invece prosciolta perché la Corte non aveva giurisdizione. Prosciolto con formula piena anche Marcello Ambrosino. Da notare, fatto già messo in evidenza da Ju29ro.com, come Gabriele, ex arbitro, sia stato condannato a pagare pur essendo stato assolto.

Per non aver commesso il fatto.

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