Sconto del Tnas per Alessio, condannato senza mai essere sentito

Angelo Alessio

Nel caso Alessio, quello a cui il Tribunale Nazionale per l’arbitrato dello Sport (Tnas) ha posto fine con la riduzione della squalifica a due mesi e poco più, vanno registrate delle anomalie che pongono ulteriori interrogativi sulla bontà di un sistema che punisce e poi minimizza scontando o alleggerendo – fate vobis – senza alcuna effettiva capacità di risposta. Chiarisco: la riduzione della squalifica di Alessio, come lo è stato per Conte, non sortisce che l’effetto moltiplicatore sull’opportunità di rispondere così, senza diramare i dubbi provocati dalle motivazioni delle due precedenti sentenze. Scontare non è abbastanza per comprendere quanto accaduto, per mantenere equidistanza e far luce (in questo caso illuminare, addirittura) sui punti oscuri dei dispositivi precedenti. Del lieto fine o quasi, nell’odiosa infiltrazione nel mondo del pallone della rete del calcioscommesse non se ne giova alcun attore.

Il Tnas, ieri mattina, ha pubblicato sul sito ufficiale del Coni (www.coni.it) il testo della decisione assunta dal collegio in merito al ricorso del vice di Conte:

“…in relazione alla controversia A.Alessio/FIGC, il Collegio Arbitrale (Prof.Avv. Luigi Fumagalli (Presidente), Prof. Avv. Luca Di Nella e Avv. Enrico De Giovanni) (il Tnas, ndr) ha respinto la domanda principale formulata da Angelo Alessio, mentre in parziale accoglimento della domanda subordinata formulata gli ha inflitto la sanzione della squalifica sino al 15 ottobre 2012”.

L’epilogo confezionato dalla giustizia sportiva soddisfa le presunte esigenze di una società, la Juventus, di recuperare in tempi brevi il secondo del tecnico salentino (che rientrerà formalmente l’8 dicembre prossimo) ed evitare dispendiose operazioni giudiziarie ridimensionando la gravità dell’omessa denuncia con la formula a cui ci siamo abituati nell’era calcioscommesse a liquidare la questione.

Ma se per lo sconto a Conte l’aspetto più inquietante risiede nel non aver risolto le incongruenze che hanno segnato l’iter giudiziario dalla costruzione dell’impianto accusatorio all’ultimo grado di giudizio (Carobbio, Gervasoni e simili), qui la storia processuale di Alessio ha in sé il germe della comicità. Spiccia.

Angelo Alessio viene deferito dalla procura federale guidata da Stefano Palazzi (riconfermato) in seguito a quanto emerso dall’inchiesta condotta dalla procura di Cremona sul calcioscommesse. Questa tipologia di notizia viene resa pubblica dalla Figc attraverso comunicati stampa, come nel caso dei deferimenti che interessano Conte, Alessio e gli altri:

“L’allenatore CONTE Antonio, il Vice allenatore ALESSIO Angelo, il
preparatore dei portieri SAVORANI Marco, il preparatore atletico D’URBANO Giorgio ed il capo osservatore tecnico FAGGIANO Daniele, all’epoca dei fatti tutti tesserati per l’A.C. SIENA S.p.A., della violazione dell’art. 7, comma 7, del Codice 2 di Giustizia Sportiva, per avere omesso di informare senza indugio la Procura federale, omettendo di denunciare i fatti integranti illecito sportivo con riferimento
alla gara Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011, appresi, il primo, nei giorni precedenti la gara e riferiti nel corso della riunione tecnica pre-partita svoltasi poche ore prima della gara in questione, l’ALESSIO, il SAVORANI, e il D’URBANO, per come appresi quanto meno nel corso della riunione tecnica pre partita; e dal FAGGIANO a seguito di un colloquio personale con il calciatore Filippo Carobbio”.

Un deferimento, quello del vice, alla Commissione Disciplinare che si consuma senza che Alessio venga sentito in procura. Concetto che viene ribadito dall’avvocato Luigi Chiappero ai microfoni di Sky Sport24 ieri, subito dopo la decisione del Tnas. Fatto poi che trapela dalla rilettura dei nomi dei tesserati convocati per le audizioni negli uffici della procura federale.

“Angelo Alessio l’ha vissuta malissimo – ha spiegato il legale -, perché almeno essere ascoltati da chi ti accusa, è un dato minimale nei processi. Quindi questo fatto lo ha tormentato e anche per l’avvocato cercare di spiegargli il perché non era avvenuto non è stato troppo semplice, perché l’obiezione era forte e fondata. Sì, si può dire che poi uno può rispondere davanti ai gradi di giudizio, però è diverso: farlo nella fase delle indagini è ancora un momento in cui uno può sperare di evitare il deferimento. In fondo è un po’ questo che capita. In questa fase, lui, purtroppo, a differenza di qualunque altro tesserato che io abbia mai assistito, non l’ha avuta. Da questo punto di vista, quindi, è stato un po’ pregiudicato. Dopodiché, io continuo a dire che le carte erano assolutamente in regola per un’assolutoria piena. La Corte di Giustizia lo aveva poi sostanzialmente ritenuto responsabile perché consapevole del fatto, tra virgolette, ‘Mastronunzio’. Su Mastronunzio credo che abbiamo sfondato non la porta, ma il portone: siamo entrati per la via maestra, abbiamo dato prove documentali, certe, sicure, che le cose stavano in modo diverso, come dicevamo noi, e non come hanno scritto i giudice della Corte di Giustizia, e quindi speravo che per la sua posizione, come per l’altra, ci fosse un successo pieno. Non è avvenuto, pazienza. Però, questo un po’ ci amareggia”.

Assurdità, la mancata audizione, che si protrae di conseguenza per i tre gradi di giudizio: il caso Alessio, marginale sotto il profilo mediatico rispetto a quello preminente di Conte, si chiude al Tnas senza che si sia mai sentita la sua versione dei fatti. Senza che questo specifico aspetto fosse sottolineato abbastanza.

La pronuncia della Disciplinare avviene senza che il secondo di Conte si sia mai presentato in via Po, la Corte di Giustizia Federale esclude la responsabilità di Alessio in Novara-Siena e riduce la squalifica per Albinoleffe-Siena senza avere a disposizione una qualche dichiarazione del deferito. Così il Tnas.

Non finirà così, con uno sconto a fine saldi perché sono in arrivo altri provvedimenti. Anche da Bari.

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