Giulia Bongiorno, una finiana nel CdA della Juventus

Complimenti al Corrierone che ha anticipato la notizia, ghiotta soprattutto per gli addetti ai lavori, passionali quando si gioca sulla scacchiera con nomine, subentri e giri di poltronissime dei soliti nomi. L’ingresso nel Consiglio di Amministrazione di Giulia Bongiorno giova a quanti avessero maturato quesiti in merito al ridimensionamento di Michele Briamonte, legale di riferimento e supporto indispensabile al vaglio delle procedure di ricorso nell’era Agnelli dopo la stantia gestione della questione Calciopoli sotto l’egida Elkann.

Finiana di ferro, avvocato di Antonio Conte, attivista e fondatrice dell’associazione ‘Doppia difesa’, penalista del Foro di Palermo e superba interprete del processo Andreotti, Giulia Bongiorno vanta la nient’affatto scontata riduzione della squalifica inflitta alla Sampdoria nel processo sportivo  scaturito dall’inchiesta calcioscommesse.

La giustizia pallonara con le sue incongruenze, i suoi limiti l’ha premiata come attrice non protagonista in disparate occasioni. A partire da Stefano Bettarini, accusato di scommesse illecite. Ha difeso Francesco Totti, per la squalifica rimediata nell’Europeo del 2004 ai danni di Poulsen e il presidente della Lazio, Sergio Cragnotti, abbandonato sembrerebbe per non aver versato la parcella. Un sistema da lei rigettato a più riprese, pubblicamente con dichiarazioni recenti da titolo e dubbi tecnici in merito alla costituzionalità del sistema avanzati anche durante quel format superbo chiuso nella conferenza stampa di Conte dopo la conferma della squalifica.

Proprio il 29 agosto, quando il caso Conte era già il caso Conte, l’ufficilità delle dimissioni di Briamonte, avvocato e consigliere legato alla società di corso Galileo Ferraris e alla Fiat, per contrasti in seno al club relative a questioni inerenti a questa controversa gestione della linea su deferimento, patteggiamento e squalifica. Della riunione seguita al rigetto della richiesta di patteggiamento da parte della Commissione Disciplinare, l’avvocato torinese ne uscì sfiduciato de facto.

Sliding doors, porte scorrevoli, c’è chi va e c’è chi viene: via Briamonte, ecco Giulia Bongiorno, investita dall’azionista Exor della candidatura al CdA in vista dell’assemblea in calendario il 26 ottobre prossimo, al fianco del presidente dello Juventus Stadium, Paolo Garimberti già ex presidente della Rai e firma eccellente del quotidiano non proprio juventinofilo La Repubblica.

Perché si evolva la questione annosa, sgradevole e in ottica giudiziaria ancora in divenire un candidato così, un membro dotato della reputazione, del prestigio e del curriculum più aderente a una strategia rinnovata in cui all’antitesi Elkann-Agnelli viene sostituita una comune linea d’intenti estesa alla principale azienda di famiglia. Ben vengano rimpastini, purché sia tutelata l’immagine e una coerenza formale e sostanziale nella gestione davanti ai tribunali delle questioni sottoposte al giudizio della magistratura sportiva ed ordinaria. Segno dei tempi, segno dei procedimenti per cui, nel post Calciopoli, convergono per opportunità e intelligenza i cugini ora che per il Gruppo inizia un autunno caldo. Molto caldo.

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