Calcioscommesse, i 45 minuti di Pepe

Simone Pepe era il personaggio attorno a cui si era concentratta l’attenzione per ovvi motivi. Anche dopo quanto trapelato ieri dall’audizione di Salvatore Masiello. In questa giornata di attese e conferme,  il suo interrogatorio negli uffici romani della Procura federale è durato appena 45 minuti. 


Doveva fornire la sua versione sugli accadimenti relativi a quanto sostenuto da Andrea Masiello davanti ai magistrati di Bari: secondo l’ex capitano nei giorni che hanno preceduto Bari-Udinese (3-3 del 9 maggio 2010), Pepe avrebbe ricevuto una telefonata da parte di Salvatore Masiello, appunto, per concordare il risultato dell’incontro declinando la proposta ma omettendo di denunciare il fatto all’autorità competente. Il giocatore della Juventus ha optato per un’entrata secondaria degli uffici della Federcalcio (particolare che ha evitato la ressa) e non della Procura e ha dovuto aspettare le 18.30 circa per essere ascoltato dai collaboratori di Palazzi.


L’audizione è durata circa tre quarti d’ora, poi Pepe è uscito dall’ingresso principale degli uffici della Federcalcio senza rilasciare dichiarazioni. 

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