Rossi crack e addio a Euro2012. E se Prandelli chiamasse Del Piero?



Giuseppe Rossi, passaporto italiano e svaghi americani, rimane uno di quegli attaccanti da decifrare. In cerca di una seconda occasione per convincerti della sua qualità, delle sue qualità tecniche e della sua visione di gioco e importi l’onere di stendere un panegirico celebrativo per celebrarne la bellezza, l’eccezionalità. Chi per lui ha deciso che non è tempo di consacrazioni da 3000 caratteri rimandando ancora il suo rientro in campo. Niente Europei. Peccato, davvero. 


Il 26 ottobre scorso la rottura del legamento crociato anteriore, dopo un impagabile incontro del Villarreal con il Real Mou, oggi di nuovo un infortunio al ginocchio. Di nuovo un intervento chirurgico. Di nuovo fermo per almeno 6 mesi.

 “E’ stato un colpo bruttissimo per l’atleta e l’uomo, gli voglio un bene dell’anima – ha detto Enrico Castellacci, il medico della Nazionale italana -. L’ho sentito al telefono ed era addoloratissimo, si aspettava di rientrare e magari di avere una speranza per gli Europei. Ora credo che tornerà negli Stati Uniti. L’avevo sentito due giorni fa e mi aveva detto ‘prof sono a posto’. Eravamo felici di sentirlo così, e probabilmente sarei andato a vederlo per sincerarmi delle sue condizioni. Di intervento ai crociati ne faccio centinaia all’anno, lui dice che è stato un trauma banale, le cause possono essere tante ma non mi sembra il caso di parlarne finché non saprò nel dettaglio, il dramma del ragazzo rimane. Dovrà sottoporsi a un altro intervento e attendere i fatidici 6 mesi per tornare a giocare”.

Antonio Cassano, invece è rientrato in campo dopo l’operazione al cuore e il rischio di chiudere con il calcio agonistico. “Notizia splendida perché le condizioni di Antonio ci avevano preoccupato – ha aggiunto Castellacci -. Anche in questo caso starà al mister decidere, la soddisfazione è comunque quella di rivedere in campo un ragazzo per il quale sembrava a rischio il proseguimento della carriera”. Un’apertura lieta, quasi. Ma è più ottimismo che altro. Forse sarebbe da valutare l’esperienza di numeri 10 dalla carriera consolidata. Discussi quanto basta per vantare una certa abitudine all’esposizione mediatica e alla pressione. Uno alla Del Piero, tanto per fare un esempio.
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