Calcioscommesse, Mauri da Palazzi: "Sono sereno"



Come annunciato dalla Procura, Stefano Mauri è stato ascoltato questa mattina a Roma. Tre ore di interrogatorio per restituire la sua verità dopo le affermazioni rilasciate ai magistrati di Cremona da Carlo Gervasoni. “Sono sereno e tranquillo, ma non posso parlare per il codice di giustizia sportiva. L’interrogatorio è durato tanto perché ci sono state molte domande, ma i tifosi laziali possano stare tranquillissimi”, ha detto il giocatore biancoceleste subito dopo l’interrogatorio. 


“Confidiamo in una rapida definizione della vicenda”, ha detto anche Matteo Melandri, uno dei legali del giocatore. “Il colloquio si è svolto serenamente, crediamo nell’archiviazione”, aggiunge evidenziando che “l’estraneità del giocatore è assoluta”.


Mauri era arrivato in procura poco prima delle 9.30 di questa mattina. Pochi minuti dopo il suo ingresso, nella sede di via Po, anche l’ex calciatore di Piacenza e Cremonese Carlo Gervasoni. I due non si sono incrociati per pochi minuti. Il calciatore biancoceleste è chiamato a difendersi proprio dalle accuse di Gervasoni legate alle presunte combine delle partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, nella scorsa stagione di Serie A. 


Torniamo ai contenuti di quell’interrogatorio che risale al 12 marzo scorso. Secondo l’ex giocatore del Piacenza, lo slavo Amir Gegic avrebbe investito 400 mila euro su Lecce-Lazio del 22 maggio. uesti soldi servivano per sistemare la partita. Mauri sarebbe stato chiamato dentro la combine da Gervasoni, che lo individua come il “contatto” – grazie alla mediazione dell’ex calciatore Zamperini, indagato – per arrivare alla squadra biancoceleste e manipolare il risultato della partita. 



Il pentito del Calcioscommesse è stato convocato, formalmente, dal pool del Procuratore Stefano Palazzi a confermare le dichiarazioni rilasciate nell’interrogatorio del 12 marzo scorso, desecretato dalla Procura. 


Oggi gli “007” della squadra guidata da Palazzi ascolteranno anche l’altro giocatore della Lazio Cristian Brocchi (“Sono molto tranquillo” ha detto al suo arrivo). In calendario anche le audizioni di Conteh (ex calciatore Cremonese), Bertani (Sampdoria) e Shala (ex calciatore).


La soccietà presieduta da Claudio Lotito, investita da queste accuse, ha respinto alcun addebito e ha difeso i singoli: “Siamo vicini ai nostri calciatori, Mauri e Brocchi non hanno commesso alcun illecito”, ha riferito l’avvocato della Lazio Gian Michele Gentile, presente negli uffici della Procura federale per questioni diverse dall’inchiesta sul calcioscommesse, mentre è in corso l’interrogatorio di Mauri


“Questa vicenda sta turbando l’ambiente e la serenità della squadra – ha aggiunto Gentile – In ogni caso Mauri è serenissimo e caricatissimo, una persona con sensi di colpa non potrebbe avere questo rendimento sul campo”. Gentile ha poi parlato dei tempi stretti della giustizia sportiva: “Leggo che si vuole chiudere l’indagine in tempi brevi e fare il processo prima dell’estate ma l’importante è che sia un processo serio”. Il legale biancoceleste parla poi anche della responsabilità oggettiva: “Revisione della responsabilità oggettiva? Non credo. La giustizia sportiva si basa sulla responsabilità oggettiva, dubito si possa arrivare a qualcosa. Quello che invece si può vedere è come si possono applicare i criteri della giustizia sportiva. Se un calciatore rema contro la società è mai possibile che ne risponda la società, che è parte offesa?”.



Brocchi deve invece chiarire la presunta conoscenza con lo stesso Zamperini. Ieri negli uffici della procura Federale si sono presentati Milanetto e Dainelli che avrebbero tratto personali benefici da quel match del 15 maggio. È meglio che non parli altrimenti potrei dire cose sconvenienti, comunque i tifosi non devono dubitare di me”, è stato il laconico commento di Cristian Brocchi dopo l’audizione. “Abbiamo definitivamente chiarito la nostra posizione rispetto a questa vicenda, siamo molto sereni perché abbiamo dato la nostra versione rispetto a molte cose che si sono lette sui giornali in questi giorni – ha spiegato il legale del giocatore, Dania Manti -. Cristian è molto soddisfatto, ci teneva tantissimo a chiarire la situazione, perché è un ragazzo dedito allo sport, ama il calcio, è una figura specchiata, icona per la gioventù e desiderava dimostrare la sua innocenza ed estraneità ai fatti”.

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