Venditti, Marione e il dossieraggio su Baldini

La peculiarità, in questa vicenda così romana e così capitolina, risiede nell’irruzione del nome di uno di quei personaggi buono per tutte le stagioni, le occasioni e le cerimonie in questo intreccio di Roma, pallone, massoneria e nomi clou della buona borghesia dei terrazzi e delle serate all’ombra del Colosseo. A Il Giornale risulta, infatti, che nella vicenda sgradevole quanto ambigua del dossieraggio ai danni di Franco Baldini, direttore generale della Roma del progetto, sia coinvolto anche Antonello Venditti, cantautore e romanista (non è l’uno senza l’altro) che avrebbe ricoperto un ruolo chiave nella questione. Precisamente:

“Stando a quanto trapelato dalle indagni l’Antonello omissato col «bip» sarebbe, giust’appunto, Antonello Venditti. Che a Marione avrebbe raccontato nei dettagli di un suo incontro con Baldini (e forse Baldissoni) in un hotel del centro, nel quale l’uno o l’altro si sarebbero lamentati di come Corsi (s)parlava della Roma e di loro due in particolare”.

In questa sorta di complotto confezionato a uso e consumo delle telecamere de Le Iene di personaggi eccellenti ne abbondano fin troppi. E se dietro a queste congetture arzigogolate quanto affascinanti – al pari di una sceneggiatura alla Alfred Hitchcock – sarebbe prevalente la tesi del complotto che imputerebbe addirittura a Luciano Moggi (il nemico di Baldini anche sul piano processuale) una qualche presunta responsabilità, nel clou del racconto spunterebbe anche il nome dell’autore di ‘Notte prima degli esami’.

Venditti sarebbe stato però omissato dai discorsi contenuti nel video girato dalla iena Paolo Calabresi all’insaputa di uno dei due speaker radiofonici e dall’ex giornalista Roberto Renga coinvolto in questa storia di brogli e brogliacci, tutti indagati dalla Procura di Roma.
Alla vigilia dell’ultimo derby, Calabresi viene avvicinato da un giornalista ormai in pensione, Renga, già “firma” di Paese Sera e Il Messaggero. L’uomo dice di avere documenti in grado di devastare l’immagine pubblica e privata di Franco Baldini, direttore generale della Roma, e di Mauro Baldissoni, avvocato  membro del cda. Si tratta di “trascrizioni di sms” – e mostra due fogliacci compilati a mano libera da chi sa chi – che dimostrerebbero che i due sono massoni (come indicherebbe un umoristico anagramma, “tfa”, triplice fraterno abbraccio) e che il nuovo gruppo dirigente fa “la cresta” sul calciomercato.
La “Iena” sospetta il falso, registra di nascosto la conversazione. Il nastro finisce alla Digos, che ascolta come testimoni Baldini, Baldissoni e il ds Walter Sabatini. Nella stangata accerta rapidamente l’indagine con pedinamenti e testimonianze – il giornalista non sarebbe il solo da indagare. Suo figlio Francesco e un paio di voci delle radio libere: Giuseppe Lo Monaco e Mario Corsi, detto “Marione”. Un tipo con un passato neofascista che, da anni, usa il microfono come un randello. Ora sono tutti indagati per diffamazione. Mentre la Digos va a casa Renga, dove ha recuperato le prove del falso.

Una di quelle appendici da scartare, da buttar via che pure hanno il loro seguito. La Procura indaga, il programma ha mandato in onda quei filmati che documentano i fatti. Venditti non commenta. Non ha aggiungere altro, evidentemente la magistratura da sola basta. Anche se la conclusione è ancora lontana.

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