Calcioscommesse: Ferrario e Cassano, attori non protagonisti. In arrivo deferimenti


Sei lì che riordini per comprendere la portata di queste informazioni e capisci che non sono mai abbastanza i fatti che hai appreso per descrivere la reale entità di queste combine, della loro frequenza, degli intrecci con organizzazioni strutturate. In queste ultime ore si viene fagocitati dalle nuove scadenze e dall’imminenza di un annuncio che sembra ormai prossimo dopo le audizioni chiave, l’intervista di Hiristyan Ilievski ad Agorà e le esternazioni di Erodiani.

Nello stabile di via Po proseguono gli interrogatori del pool guidato dal procuratore federale Stefano Palazzi secondo il calendario delle audizioni che elenca un numero spropositato di nomi noti del bel calcio. Spropositato per la profondità e l’analisi di questo scempio semplificato nell’espressione Calcioscommesse, su cui indagano le Procure di Cremona, Napoli e Bari sul versante della magistratura ordinaria italiana.


Palazzi e i suoi hanno fissato la data in cui per Chievo e Bari si dovrebbe decidere, ovvero il 3 aprile mentre per le situazioni che potrebbe ritenere definite, la Procura federale sta perfezionando (perché solo di qualche nodo si tratta) quanto occorre per i deferimenti relativi alla seconda tranche del filone d’inchiesta di Cremona. Inchiesta che, sul versante sportivo, rimane aperta in considerazione di quegli sviluppi che Antonio Manganelli annunciò con tanta fermezza da lasciar intendere la celerità con cui si sarebbero visti.


Tra i lanci di agenzia, le indiscrezioni, articoli più o meno esaustivi (per quanto si possa auspicare completezza in questi frangenti) due elementi dovrebbero meritare maggiore attenzione: l’interrogatorio dell’ex leccese Ferrario e le smentite (il plurale è voluto) del portiere Mario Cassano in merito al suo coinvolgimento nelle combine.


Ferrario è stato sentito dalla procura federale per quasi ore in merito anche a Lecce-Lazio (2-4) partita disputata lo scorso 22 maggio. Da lì poi la revisione dell’agenda e il punto della situazione di Palazzi e i suoi, compreso il capitolo deferimenti. Un punto di svolta in attesa di conoscere – almeno in parte – i contenuti delle rivelazioni di Benassi e di Gervasoni e Benfenati. E di capire il ruolo di alcuni giocatori, vedi Pellissier (Chievo) in questa inchiesta.


Cassano, l’ex del Piacenza tirato in ballo dal pentito dei pentito, Cristiano Doni. L’ex capitano dell’Atalanta aveva ammesso l’accordo con l’estremo difensore. Ma quest’ultimo nega, nega ripetutamente nell’interrogatorio tenutosi a Empoli dove si trova agli arresti domiciliari. “Nessun coinvolgimento nello scandalo del Calcioscommesse, nessun rapporto né con Doni né con il gruppo degli ‘zingari’ “. 


“Specificando, però, dei dettagli in più che hanno evidenziato una netta contraddizione con quanto affermato da Gervasoni e Doni nei loro interrogatori”. “Il mio assistito – ha spiegato al termine dell’interrogatorio (durato oltre 5 ore) l’avvocato Maresca – non ha niente a che vedere con il Calcioscommesse. Cassano era amico di Gervasoni al Piacenza, ma non ha mai commesso alcun tipo di illecito e non è nemmeno a conoscenza di questi fatti (mentre ha ammesso di conoscere Zamperini, in maniera superficiale, ma di non averlo mai messo in contatto con Gervasoni ndr). E’ troppo facile tirare in ballo un portiere in questo tipo di vicende”. Insomma, fare il nome di Cassano sarebbe servito a Gervasoni e Doni per godere di alcuni benefici derivanti dal mostrarsi disponibili davanti alla Procura di Cremona.


Un ribaltamento netto e di quanto sostenuto dall’ex capitano e da Gervasoni, compagno di squadra e ex amico di Cassano, il quale aveva fatto il suo nome in merito ad incontri di campionato. Oltre al noto Atalanta-Piacenza, sono sottoposte all’attenzione della magistratura Siena-Piacenza (19-03-2011), Piacenza-Albinoleffe (20-12-2010), Piacenza-Mantova (23-05-2009)

Circostanze non confermate da Cassano che, alla visione delle immagini del famigerato rigore, ha ribadito che non vi era alcun accordo con Doni prima dell’incontro né di aver mai conosciuto elementi riconducibili al gruppo degli zingari.



Versioni discrepanti, dunque, ai limiti della contraddizione su cui lprocura tornerà a breve. Non vi sono dubbi. Il programma della prossima settimana, ne è la conferma.

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