Juve-Matri: se arriva, accendiamo un cero

Lodevole, in simili circostanze, che un presidente – Andrea Agnelli – si esponga alla pubblico denigrazione, al turpiloquio per arginare la brutalizzazione del progetto accompagnato dall’avvento della nuova triade. In una lotta intestina tra il presidente della Juventus, giovin signore come lo ha apostrofato Massimo Moratti, e il ramo Elkann della famiglia per vicende finanziarie complesse che investono i maggiori poli di potere (Rcs, Fiat, solo per citare alcuni aspetti della questione) l’intervento assume un valore che trascende la dimensione – agile – di una presa di posizione. Questa è una responsabilità civile.

Nel calcio si ravvisa ben poco del giuoco. Lo stadio, il primo di proprietà in Italia, e gli accordi commerciali lasciano solo intravedere la complessità degli interventi e delle voci di questo nucleo.  L’esposizione in questi tempi incerti amplifica il senso delle cose, il significato del diritto e delle regole che si vanno sedimentando in una agenda che di puramente sportivo non ha nulla.

La chiusura del CdA – dove Andrea ha come uomini di fiducia e tenutari del nuovo corso il dg Giuseppe Marotta e l’uomo immagine Pavel Nedved – all’ipotesi extrabudget ha definitivamente insabbiato l’idea di un acquisto oneroso. La politica che ne è venuta, quella del prestito mai scansata, ha depennato dalla lista un numero propositato di attaccanti. Dzeko, Cassano, Adebayor, Pazzini: uno dopo l’altro gli obiettivi si sono sciolti. Per assenza di garanzie finanziarie? Ritengo che altra ratio abbia ispirato le mosse, poiché nessun giocatore vive di ingenue velleità, né i procuratori sono così riluttanti a frequentare le aule di economia, come una superfiale, qualunquista, etichettatura indurrebbe a classificarli.

In queste ultime ore che ci separano dalla chiusura del mercato, una finestra di riparazione a tratti entusiasmante con personaggi in crescita (Milan-Raiola) e altri in caduta, il nome di Alessandro Matri è associato insistentemente alla Juventus. Accendiamo un cero, come sul web hanno fatto in molti dalle pagine di Ju29ro.com, perché non si tratti di un caparbio esercizio della strategia dell’aggressione. Non ci sarebbe il tempo di reazione: alle 19 di lunedì si spegne – davvero – tutto.

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