Juve, la grande disfatta. Senza Quagliarella si spera in Caracciolo

(della serie, parliamoci addosso)

I cattivi pensieri che albergano nella mente di Giuseppe Marotta si sono concretizzati. Quagliarella si è infortunato al ginocchio, probabile interessamento al collaterale per lui. Il gol di Chiellini viene annullato. Krasic ancora reo della simulazione di Bologna è invisibile agli occhi della ragione. Felipe Melo che sragiona e si fa esplellere (una delle poche decisioni importanti azzeccate da De Marco). Un anno che inizia così, afflitto da un male oscuro. Profondo. Che gli interventi sul mercato siano di qualità, come detto da Delneri, poco conta. Davvero. Dopo la debacle odierna con il Parma per 4-1 all’Olimpico, conta solo l’acquisto di un attaccante.

QUAGLIARELLA KO – Con Del Piero titolare e un Chiellini ritrovato, Delneri cerca la misura contro un Parma denso di ex. Non prevede l’imponderabile caduta di Quagliarella. Impreca, solleva lo sguardo. Comprende che non è, quello scontro irritante tanto è banale, così trascurabile. Il capitano chiama l’intervento dello staff medico, lo stato del ginocchio pare subito grave. Il miglior marcatore della Juventus è a terra. Urla, grida, piange. Ne ha tutte le ragioni, anche quelle che non gli sarebbero riconosciute in un altro dove. Sarà un lungo stop perché l’interessamento dei legamenti c’è, forse è solo il collaterale. Ma senza Quaglia, chi metterà lì Delneri? Entra Amauri intanto, al rientro dopo lo stop. L’insistenza bianconera non è ripagata da altrettando distacco da parte dell’arbitro De Marco e dai suoi assistenti. Prima l’indifferenza per il fallo su Krasic, poi la trascuratezza nei riguardi di Zaccardo e Paletta che intervengono con durezza sempre e comunque.

Fabio Quagliarella infortunio Juventus-Parma
Caricato da Almiron. – Altri video di sport

FOLLIA MELO – Follia e irrequietezza in Felipe Melo inducono il direttore di gara a richiamarlo verbalmente. Ma il brasiliano cova dentro rancore. Perché altrimenti lo spegnimento della parte buona e razionale che gli aveva dettato i tempi fino a quel momento? Il fallo di Paci, al limite della propria area, produce l’ennesimo gesto istintivo quanto irrazionale del giocatore che rifila un violento calcio in faccia al difensore emiliano. Rosso indiscutibile. Dell’ammonizione a Paci nessuna traccia.

GIOVINCO SBLOCCA – In dieci, la Juve arranca, spreca nonostante l’estro di Aquilani. Il tecnico non può fare altro che sostituire Del Piero con Pepe per sostenere quella spinta propulsiva e coprire al momento giusto, operazione che non riesce a sostenere con continuità il pur buon Krasic che lascia spesso solo Sorensen. Dzemaili rischia di sbloccare il risultato (30′ pt). La superiorità, fisica e psicologica del Parma, è tangibile. Vantaggio del Parma: sul cross dalla destra di Zaccardo, Gobbi arriva di testa al centro e gira di testa sul secondo palo. Storari (che lamenta un dolore alla spalla destra) compie una parata prodigiosa, la palla arriva però sul sinistro di Giovinco. Gol dell’ex. Seba non esulta. Il clima è strano, quasi surreale. Finisce il primo tempo. Delneri urla all’indirzzo di Leonardi, all’uscita dal campo.

LA DISFATTA – Nel medesimo contesto, si riaprono le ostilità. I bianconeri ritentano senza tregua per i primi 60′. Giovinco sguscia, salta, contempla. Tre minuti e replica. Altro contropiede micidiale del Parma. Nell’indeterminatezza complessiva del gruppo, Delneri opta per Sissoko, tirando fuori il ragazzino. pepe si inventa una punizione superba che, purtroppo colpisce il palo. In pochi secondi è Legrottaglie a scippare la speranza di riaprire il match: Aquilani crossa bene un angolo da destra sul secondo palo, il difensore si fa trovare e mette dentro di testa. L’illusione è brevissima perché Crespo si guardagna un calcio di rigore. Solo Krasic reagisce, accelera come a convincersi che autonomamente può riuscire. E’ un facile entusiamo che si spegne così, con l’appropinquarsi del recupero. Palladino entrato pochi minuti prima, tocca e scivola via in rete. Una simile disfata insegna. E questo quarto colpo, arrivati in fondo, è quasi innocuo. Indolore.

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