Italia-Serbia: scontro tra governi per ultrà. L’Uefa accusa. Video

 
 
 
Quanto accaduto a Genova prima, durante e dopo Italia-Serbia (sospesa) non poteva cadere nel dimenticatoio, esaurita l’onda emotiva culminata con l’apologia di Ivan il serbo e il suo arresto. Sul piano della sicurezza e su quello sportivo le annotazioni a margine vanno enucleate con puntualità perché ne scaturiranno altre per determinare le responsabilità, le scelte. La Serbia subirà delle sanzioni, ma la Uefa si è già apprestata a specificare che anche il paese ospitante ovvero l’Italia andrà incontro a delle conseguenze. E tra l’Italia e il paese candidato ad entrare nell’Unione Europeaè scontro sulle reciproche, presunte, manchevolezze.

“Questi teppisti non rappresentano il popolo serbo”, ha detto l’ambasciatrice serba a Roma, Sanda Raskovic-Ivic, parlando a Belgrado a margine di un convegno. “Quanto accaduto a Genova è una disgrazia, un vero incubo. Io e tutti noi serbi ci vergogniamo molto. Colgo l’occasione per inviare al popolo italiano le scuse dell’ambasciata, del governo e del popolo di Serbia per quanto accaduto”. Più tardi, ha riferito il ministro Frattini, le scuse anche del ministro degli Esteri serbo, Vuk Yeremic. Ma alle scuse per il vergognoso comportamento degli ultranazionalisti si sono accompagnate delle osservazioni tutt’altro che benevole avanzate dal ministro dell’interno e vicepremier serbo, Ivica Dacic. Critiche all’organizzazione e alla gestione del problema sono state fatte senza problemi. La replica del Viminale è giunta puntuale in un botta e risposta che si addice a questi casi.
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha afermato senza dubbi che “è stata evitata una strage” e che “non c’è alcuna responsabilità della polizia italiana”.

UEFA – L’Uefa, intanto come si legge in un comunicato diffuso oggi, ha aperto un’inchiesta sugli incidenti rimandando al 28 ottobre prossimo la decisione. E scaricando sull’Italia parte delle responsabilità dell’accaduto. “Oltre alla responsabilità di chi provoca incidenti, i regolamenti Uefa prevedono anche quella della  federazione che organizza la partita e che deve garantire la sicurezza nello stadio e il regolare  svolgimento dell’incontro”, ha affermato Rob Faulkner, portavoce Uefa. “Una volta che l’intero dossier sarà completo – si legge nel comunicato pubblicato sul sito ufficiale – con l’assistenza dei referti di arbitro e delegato, la questione verrà sottoposta all’indipendente Commissione Disciplinare e di Controllo UEFA per ulteriori esami e possibili sanzioni. Le sanzioni a disposizione della Commissione Disciplinare e di Controllo si possono trovare nel Regolamento Disciplinare UEFA, edizione 2008, Articolo 14, e spaziano dalla diffida e multa, fino alla chiusura dello stadio o alla squalifica dalle competizioni in corso e/o esclusione da future competizioni”. E’ stata poi formalizzata alla Federcalcio italiana la richiesta di immagini e video filmati allo stadio Marassi. La Figc si è tenuta in queste ore in contatto con l’ Uefa ed il punto sarà fatto dal direttore generale Antonello Valentini nella conferenza congiunta con il Viminale. L’Italia è comunque pronta a rispondere ad eventuali quesiti dell’ Uefa sulla dinamica degli incidenti, sulle misure di sicurezza e, nel caso, sulla linea seguita dalla Federcalcio in caso di trasferta di tifosi italiani all’estero.

 
PLATINI – “Sono rimasto choccato nel vedere le immagini di Italia-Serbia di ieri. Attendo i risultati dell’inchiesta e le decisioni della Disciplinare e ricordo a tutti che la Uefa segue una linea di tolleranza zero nei confronti della violenza degli stadi”. Michel Platini, presidente Uefa, è intervenuto con nettezza su questa spaccatura. Lato Federazione, il direttore generale Antonello Valentini ha chiarito nel pomeriggio la posizione in merito a possibili sanzioni:  “L’istituto della responsabilità oggettiva è uno dei capisaldi della giustizia sportiva internazionale – ha dichiarato Valentini. La dichiarazione del portavoce dell’Uefa su eventuali rischi di sanzione anche per l’Italia è dunque di una banalità assoluta”. Che avverrà è da comprendere alla luce della nota della Uefa. Intanto Joseph Blatter, presidente della Fifa che non partecipò alla consegna della Coppa del Mondo all’Italia nel 2006, ha liquidato la vicenda così: “Se Italia-Serbia di ieri sera fosse stata ospitata in uno stadio inglese non sarebbe mai accaduto quello che si è visto ieri sera a Genova. C’erano difficoltà tra il 1985 ed il 1989, ma la reazione è stata esemplare. C’è sicurezza all’interno degli stadi, che sono di proprietà e non ci sono reti o barriere dove gli spettatori stanno a sedere”.
 

Ivan il serbo capo degli ultras Italia-Serbia 13-10-10
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