Juve: se Buffon parte, arriva Forlan?

Gianluigi Buffon è il migliore. Gianluigi Buffon è il portiere della Juventus e della Nazionale. E’ l’unico nel suo ruolo a valere quanto e più di un attaccante. Non c’è storia, spazio, posa che si accompagni a una vittoria in cui il suo contributo non figuri. Rinunciare a lui chiuderebbe un ciclo. Ne aprirebbe un altro? Non saprei. Non osservo che cieli neri. Per questo e perché non credo che Milos Krasic possa – da solo – superare i limiti di questa compagine rifondata, non credo – ancora e di più – che si possa tornare grandi svendendo tenacia e determinazione non lo auspico. Non avallo la cessione al Manchester Utd (si rumoreggia assai su questo trasferimento), come non condividevo l’ipotesi City.

Non mi curo di quanti leggono sommariamente bollettini, note, comunicati sul decorso postoperatorio sperando di rinvenire parole di sostegno a una blanda tesi che lo veda partire da Torino per Manchester o qualunque altra orrorifica città industriale inglese. E non mi curo di quanti, scansati i lettori ossessionati delle condizioni cliniche, riportano alla ragioni di bilancio ogni manovra. La gestione va considerata. Se si non si sanno equilibrare le voci in capitolo, è difficile gli investimenti rendano. Quindi, boccio senza appello questa esigenza spudorata e insistente di inserire Buffon nella lista dei partenti. E se sarà, non credo si possa semplificare tutto nell’una o nell’altra ragione come non è stato per David Trezeguet.

Neanche se dovesse concretizzarsi l’ingresso nello spogliatoio di Vinovo di Diego Forlan. Che sia l’attaccante più interessante da inserire nell’organico bianconero lo sostengo da tempi addirittura precedenti al Mondiale. E’ una mera questione di ingaggio? E’ un vezzo? E’ davvero l’esigenza che ci paventa a tutta pagina lo spagnolo ‘As‘ a dettare così tanta cautela nell’uruguayano? Edin Dzeko rimane l’obiettivo per giugno, ha affermato a più e più riprese il neodg Giuseppe Marotta. Ci sto. Va bene. Anzi, è una dichiarazioni d’intenti lodevole dopo lo scempio consumatosi con la cessione iniqua di Diego al Wolsfburg – società che detiene guarda un po’ il cartellino del giocatore – ma non sottovalutiamo Forlan, por favor. Il contratto fino al 2014 e la volontà di fermarsi a Madrid (Atletico) vanno tenute da conto. Ovvio. Eppure qualcosa mi induce a non marcare le dichiarazioni e ad aspettare. A pazientare.

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