Scacco al re (come e perché si chiese la revoca dello scudetto)

In un mondo perfetto, a una mossa corrispondono una o più ragioni che l’hanno prodotta.

Lo scempio che si è consumato all’Olimpico, nel corso del match contro il Parma di una Juventus offesa e ridicolizzata, trascende l’immaginabile.

Cinque minuti di interruzione. Lancio di fumogeni e petardi da una curva all’altra. Surreale. Il capitano, Alessandro Del Piero, si porta sotto la curva. Parla ai tifosi. Negozia, investito di un ruolo – quello di mediatore – in un conflitto che si consuma all’interno di uno stadio in una domenica di maggio. E’ Torino. La sconfitta è giusta. Meritata.

Nel consiglio di amministrazione, convocato oggi nel lunedì della ripresa dopo il venerdì nero in Borsa (il club è quotato, ricordiamo), si decide quanto sussurrato fino a pochi istanti prima. Andrea Agnelli presidente, Roberto Bettega e Alessio Secco defenestrati, Beppe Marotta nuovo direttore generale con il fido Fabio Paratici, uomo mercato, e avvio delle azioni volte presso le sedi competenti alla revoca del titolo 2005-2006 assegnato all’Inter dal commissario Guido Rossi dopo l’indicazione della commissione dei tre saggi.

Nella nota ufficiale pubblicata sul sito della società – quella che si attendeva fosse assunta nel 2006 e sconsigliata pare da Luca Cordero di Montezemolo – la posizione non lascia spazi a interpretazioni: “il Consiglio di Amministrazione della Juventus ha deliberato di inviare ai presidenti di Coni e Figc, alla Procura Federale e al Procuratore Federale Capo un esposto nel quale si richiede la revoca della decisione di assegnare lo scudetto della stagione 2005-2006. Come aveva anticipato John Elkann lo scorso 29 aprile, la Juventus chiede dunque un trattamento equo. La premessa del documento è infatti che «il movimento sportivo si basi e si fondi sulla lealtà tra – e nei confronti de – gli affiliati, nonché sulla equità e parità di trattamento»”.

Si accantona una stagione e un progetto fallimentari per intraprendere un nuovo corso. Luigi Del Neri si è candidato, ha un contratto annuale. E’ la dote di Marotta. Rafa Benitez chiede troppo, più dei 4 milioni di euro della Juventus. Chiede troppo anche al Liverpool per coprire quanto dovrebbe ai collaboratori che non potrebbe portare a Torino. Sarà più provinciale che Reds, questa macchina della prossima volta. Che sia rifondazione, che sia semplice revisione non vale che quanto una rottazione.

E sì, questo non è un mondo perfetto.

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