I 53 minuti che hanno ribaltato Sanremo

(L’espressione è antecedente alla rassegna stampa odierna)

Posto che in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi mi affoga dal dì alla sera (in tutto il mondo con l’universo che ci insegue), il mistero buffo sanremese (quello che ci ha ossessionato con queste parole: davvero ha vinto Valerio Scanu, davvero il Principupo ha beccato tutti quei voti?) si dissolve con la pubblicazione di un pezzo, un articolo rivelatore sull’edizione odierna di Avvenire.

Si sarebbe osato tanto, quando sabato nel pieno della notte dopo l’inondazione della protesta dell’Orchestra incontenibile?

Si sarebbe auspicato la puntuale elencazione dei voti? No, non rimaneva che sperare che la dissoluzione del cerimoniale festivaliero con espressioni gergali e gutturali da un nuovo tipus di conduttora come ‘topolona‘ o ‘lato b‘ fosse curabile. Invece è colpa dell’onda anomala. La colpevole è l’onda anomala. Perché esiste un’onda anomala? Oggi ci viene detto questo, ma il direttore Mauro Mazza a ‘Porta a Porta’ corregge, spiega, fa chiarezza su questi numeri. Quel po’ che serve a spiegare quei 53 minuti, tutti da capire.

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