UGC, il non problema



Gli utenti possono fare informazione.
E’ un diritto costituzionale quello di esprimere liberamente la propria opinione o di riportare un fatto o un insieme di fatti senza essere giornalisti. Non per questo si dovrebbe scivolare nell’estremo che quanto riportato in Rete dai singoli è notizia o che la professionalità si costruisca ‘quotando’ contenuti che hanno confini ben definiti rispetto alla notizia.

Il costo è immensamente inferiore, lato azienda. Ma gli effetti perversi, nell’accezione sociologica, si scatenano innescando un processo incontrollabile in cui finzione e realtà rischiano di confondersi.

Prendiamo il caso della morte di Bruno Pizzul, immenso telecronista della Rai. Il Giornale del Friuli (versione on line) lancia la notizia, alcuni la riprendono, altri chiamano il giornalista, altri ancora interpellano il figlio nonché collega per verificare. Un caso del genere mette sul piatto diverse questioni e ci impartisce insegnamenti validissimi. Il primo è di verificare la notizia, il secondo è che non tutto quello che arriva dalla Rete è buono e giusto. Ovvero: va dosato con cura.

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